17/07/2010
Conclusa la due giorni sulla contrattazione: il documento approvato indica la linea che la Cisl seguirà nei prossimi mesi.
Abbiamo tenuto questa iniziativa per tenere fede agli impegni già presi e per bruciare i tempi su temi per noi essenziali: rilanciare la contrattazione, la nostra contrattazione, rilanciare una cultura così importante per i lavoratori ma soprattutto oggi per il Paese. Per fare meglio evidenziare il risultato di una cultura che spesso viene nascosta dai fragori del populismo, della demagogia o di altre culture che non hanno interesse a che il senso di responsabilità e l'impegno collettivo siano gli ingredienti principali per far vivere la nostra repubblica, la nostra democrazia. Quindi dobbiano continuare nel nostro impegno per il bene che vogliamo alla nostra organizzazione consapevoli delle energie di cui disponiamo, che sono davvero cospicue". Così il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni chiudendo i lavori della Conferenza nazionale sulla contrattazione che ha riunito a Roma tutto il gruppo dirigente che sarà impegnato nei prossimi mesi nella contrattazione aziendale e territoriale.
Nel corso del suo intervento Bonanni ha anche rivolto al Segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani un invito alla collaborazione sul terreno dell'azione riformista, sollecitandolo ad indicare alle sue categorie la strada per rientrare nei canoni della confederalità. "Lo abbiamo già detto al congresso della Cgil - ha precisato Bonanni - noi siamo pronti a collaborare ma invitiamo Epifani a riportare la Fiom sulla retta via. Tocca a lui tornare ad indicare la strada alle sue categorie per farle rientrare nei canoni della confederalità. La Fiom da tempo non è più un sindacato, è solo un movimento politico".
"Negli ultimi due anni, - ha proseguito Bonanni - si è interrotto tra Cisl e Cgil la costruzione di un percorso comune di mediazione per effetto di questa presenza della Fiom che sembra estranea alla Cgil ma che di volta in volta la "ingravida" e ne influenza tutte le scelte. La vicenda della Fiat di Pomigliano è il simbolo di questa posizione contraddittoria della Cgil, perchè non si può dire da un lato che l'investimento va fatto e dall'altro avanzare tutta una serie di congetture sulla violazione della Costituzione e sui diritti. Ma in passato a Melfi, a Gioia Tauro, o in tantissimi accordi aziendali di start up siglati unitariamente non abbiamo fatto, forse, lo stesso tipo di intesa? Il Segretario della Cisl ha parlato anche dello sciopero di oggi della Fiom. "Noi abbiamo rispetto per le posizioni di tutti i lavoratori. Ma lo sciopero di oggi della Fiom nel gruppo Fiat è stato l'ennesimo flop. Persino a Melfi, che in questi giorni è il punto più caldo della protesta Fiom, l'80 per cento dei lavoratori oggi ha lavorato. Se Marchionne vuole raddoppiare la produzione auto in Italia deve fidarsi dei sindacati responsabili e puntare tutto sulla partecipazione. La Fiat non scelga di rincorrere la Fiom sulla strada del conflitto. Marchionne non risponda alle provocazioni della Fiom che si oppone da sempre a tutti i cambiamenti. Il clima del paese non è per niente favorevole alle posizioni antagoniste ed antinazionali della Fiom , nonostante la grande propaganda in questi giorni di gran parte dei mas media italiani".