16/01/2011
Referendum Mirafiori: analisi dettagliata del voto.
Il referendum sull'accordo di Mirafiori del 23 dicembre 2010 ha visto il prevalere dei SI. I votanti sono stati 5119 su un totale di 5431 aventi diritto, con una percentuale pari al 94,2%,
La scomposizione dei voti nei diversi seggi:

LASTRATURA
seggio 1: 212 SI - 205 NO
seggio 2: 202 SI - 218 NO
seggio 3: 262 SI - 111 NO

VERNICIATURA
seggio 3: 140 SI 93 NO
seggio 4: 113 SI 102 NO

IMPIEGATI
seggio 5 421 SI 20 NO

MONTAGGIO
seggio 6: 374 SI 433 NO
seggio 7: 349 SI 374 NO
seggio 8: 360 SI 407 NO
seggio 9: 302 SI 362 NO

Stragrande maggioranza dei SI tra gli impiegati. 95,5% - 4,5%
Strettissima invece la maggioranza di SI anche tra gli operai 2314 SI e 2305 NO (solo nove voti di scarto)

Sui lavoratori di Mirafiori è stata scaricata una grande responsabilità e la risposta è stata SI all'investimento proposto dalla FIAT e si, sia pure con grande sofferenza, all'accordo siglato da CISL UIL FISMIC UGL.

Nelle news dei giorni scorsi (11 gennaio e 28 dicembre) abbiamo pubblicato i punti fondamentali dell'accordo ed i commenti della FIM e della CISL.
Sicuramente sono stati introdotti alcuni provvedimenti che tendono ad aumentare la produttività (vedi riduzione delle pause, sanzioni contro il sindacato in caso di sciopero in alcuni ben determinati casi, nonché provvedimenti diretti a ridurre l'assenteismo): Non si può però certo parlare di riduzione dei diritti o di violazione della Costituzione, anche perché la riduzione delle pause non ci sarà in caso di postazioni di lavoro non in regola con il sistema ERGO UAS.
Per quanto riguarda l'impossibilità per la FIOM (non firmataria dell'accordo) di poter avere proprie RSA è l'effetto paradossale dell'applicazione dello Statuto dei Lavoratori e, in particolare, dell'articolo 31. Infatti, la formulazione dell'articolo dice che possono eleggere rappresentanti sindacali solo i sindacati firmatari degli accordi che si applicano nell'azienda. Summum ius, summa iniuria direbbero i latini. Non può essere quindi un tabù quello di pensare a modifiche dello Statuto dei lavoratori, in alcuni punti non più rispondenti a cogliere i cambiamenti del mondo del lavoro.
In contropartita si ha innanzitutto la certezza dell'investimento e quindi del rientro dalla Cassa integrazione per 15000 addetti, la monetizzazione della pausa (32 euro mensili), una nuova organizzazione del lavoro con le postazioni ergonomiche, ed aumenti, considerando gli straordinari e le maggiorazioni per i turni, di circa € 3500 annui.
In conclusione, nonostante la difficoltà delle scelte, i lavoratori sono stati saggi (al contrario degli estremisti Marchionne e FIOM) ed il voto pone i presupposti per un rilancio del lavoro e dell'occupazione, in un mercato globale dove la sfida con le altre parti del mondo rende tutto più difficile e diverso dal passato.
in allegato i risultati del referendum