29/11/2013
L’EDILIZIA SCOLASTICA SARDA È VECCHIA E CON PROBLEMI DI SICUREZZA
Crollo all'istituto Dettori: La Cisl, in merito ai problemi sulla sicurezza degli edifici scolastici in Sardegna, meno di un mese fà, si è espressa cosi:
Tante le emergenze della scuola sarda ancora irrisolte, poche ancora le eccellenze.
Fra le prime, è forte l’impressione della segreteria regionale della CISL, che la messa a
norma delle scuole resti il tallone d'Achille in Sardegna, dove si registra che appena 1 scuola
su 20, è dotata del certificato di prevenzione incendi (obbligatorio per tutti gli Istituti con
più di 100 studenti) e appena il 23,38% delle scuole sarde fanno uso di energie rinnovabili
(dati confermati dal MIUR).
Per non parlare di alcuni edifici scolastici che non possiedono le certificazioni di agibilità, e
di quelli che avrebbero bisogno d'interventi di manutenzione urgenti.
Pochissimi sono gli edifici costruiti secondo le tecniche della sostenibilità e dell’innovazione
tecnologica, pressoché assenti quelli ascrivibili alle tecniche della bioedilizia.
Più positive sembrerebbero le notizie in ordine alla dotazione nelle scuole di porte antipanico,
anche se per taluni dirigenti sembrerebbe tempo perso quello da dedicare alle prove
di evacuazione.
Trattasi di una situazione recentemente registrata anche dalla Regione sarda che con la
legge regionale n. 98 del 9 agosto 2013 ha deliberato un impegno di spesa di 5.000.000 € a
favore di 24 edifici scolastici dell’Isola per interventi di bonifica dall’amianto, e di efficientamento
energetico e impiantistico e per azioni collegate al miglioramento dell’accessibilità
dei plessi. Opere che prevederebbero un investimento complessivo di € 15.003.421,99.
Un intervento importante che si cala in una situazione generale delle scuole sarde particolarmente
precaria al punto che la Regione Sarda non avrebbe potuto tener testa alle 100
richieste pervenute.
Infatti, ulteriori 57 domande di contributo sono state ammesse in graduatoria, ma non finanziate,
per un investimento pari a 26.017.843,09 €, mentre le restanti 19 richieste per un importo
complessivo di € 7.684.051,49 sono state escluse.
Si tratta, secondo la CISL sarda, di un segnale positivo, ma ben distante dalle esigenze espresse
dalla Comunità scolastica (l’importo complessivo delle esigenze progettuali è risultato
di € 48.705.316,39) al punto che, per non essere ascritti alla categoria interpretativa dello
“spot”, necessitano di ulteriori investimenti a conferma che il filone dell’efficientamento e
della messa a norma degli immobili scolatici, oltre a garantire la sicurezza degli studenti e
degli operatori, potrebbe rappresentare nell’Isola una discreta misura anticrisi capace di
movimentare imprese e lavoratori.