07/05/2006
Tavolo di GOVERNANCE: discussa la situazione del porto container di Cagliari
La situazione nel porto di Cagliari

Lo sviluppo della portualità e in particolare il rilancio del porto container di Cagliari possono essere una grande occasione di sviluppo per l’area cagliaritana ma anche per l’intera Sardegna.
Tutto ciò è emerso nell’incontro tenuto nei giorni scorsi a Cagliari, nell’ambito del progetto di GOVERNANCE, firmato l’anno scorso tra CGIL CISL UIL e CONFINDUSTRIA.
L’amministratore delegato della CICT, ing. Sandro Becce, ha riassunto i dati dei traffici del porto canale: si è passati dai 230000 Teu del 2003 ai 450000 del 2004 per giungere ai 630000 nel corso del 2005. Un costante sviluppo previsto anche per i prossimi anni, sempre che si dia corso agli investimenti necessari (dragaggio del fondale, banchinamento). Tra l’altro sono cresciuti anche i volumi di traffico import/export arrivato fino al 4,5% del traffico locale e ben 12000 sono i contenitori usciti dai cancelli, a dimostrazione che qualcosa si muove anche nell’indotto.
A parere dell’ing. Becce, che ha accennato alle recenti vicende societarie che hanno portato la MAERKS all’acquisto della P&O e quindi a diventare il proprietario della CICT, va riaperto il confronto sulla zona franca, che va riempita di contenuti.
E’ necessario un rinnovo dell’accordo di programma che a suo tempo aveva portato Regione, Enti locali, sindacati e associazioni datoriali all’apertura del porto, i cui lavori erano fermi da troppi anni.
Per questo e per trasferire valore aggiunto alla città, il terminalista, che ovviamente da solo poco può fare, ha cercato contatti con la Regione e con la Provincia.
Occorre, a parere dell’amministratore delegato, mettere in sinergia i porti sardi con lo sfruttamento dei traffici interni che possono essere canalizzati sul porto canale di Cagliari (ha citato i marmi della Gallura, il circuito del freddo, i talchi.)
E’ naturalmente poi necessario costruire un retroporto, investendo sul sistema ferroviario e sui fondali: l’azienda è disponibile a investire denaro proprio, a patto che vi sia un movimento favorevole anche da parte delle istituzioni.
In merito alla possibilità, avanzata dal Presidente Soru, dell’arrivo di un altro terminalista, l’ing. Becce non si è mostrato preoccupato, perché la concorrenza si fa sulla qualità e sulle condizioni commerciali e la CICT è pronta alla sfida. Ha infine auspicato che, nelle trattative per il rinnovo del contratto integrativo, si arrivi ad un’intesa positiva con le rappresentanze sindacali.

La Cisl, presente all’incontro con Corrado Pani, segretario FIT porti, e Fabrizio Carta, segretario UST, ha ribadito il proprio impegno a sollecitare le istituzioni a partire dalla Provincia di Cagliari e dalla Regione a sostenere fino in fondo la funzionalità e lo sviluppo del Porto Container, elemento portante per l’economia del territorio e della Sardegna tutta. Per far questo occorre uno sforzo culturale nel quale da tempo la CISL confederale e di categoria è impegnata.

L’attività del Porto container, pur importante, è però insufficiente a garantire valore aggiunto e ricchezza se non è collegata con il resto della provincia e della regione, attraverso una piattaforma logistica per la cui costruzione è necessario fare scelte conseguenti anche nella sede della progettazione negoziata e nella costruzione del piano strategico regionale.

Oggi l’occupazione nel porto container, pur essendo arrivata ad un buon livello, deve crescere ancora ma, soprattutto, deve crescere l’indotto, perché solo dal suo sviluppo può ripartire l’economia.

La CISL ha anche auspicato che si trovi un accordo generale per difendere l’occupazione nel porto nel suo complesso. Se infatti vi sono previsioni di crescite per i container, il porto storico registra una stasi di attività con una perdita di traffici, pari a quasi 5000 semirimorchi con preoccupazioni anche per l’occupazione. Sarebbe auspicabile comunque, a detta dalla CISL, che non si perdesse alcun posto di lavoro nel settore.
Per quanto riguarda i rapporti interni e il rinnovo del contratto integrativo, la CISL ha richiamato il ruolo importante svolto dai lavoratori nella nascita e nello sviluppo dell’azienda, noché i sacrifici fatti in termini di flessibilità, assicurando comunque che il primo risultato da raggiungere è quello del rafforzamento dell’azienda dal quale possono scaturire benefici anche economici ai dipendenti: questa sarà la stella polare del sindacato.

La riunione di GOVERNANCE si è conclusa con l’intendimento comune di elaborare una scheda da tecnica da portare alla concertazione in particolare con la Provincia e con l’assessorato regionale ai trasporti.