23/06/2006
Inter team: il sunto di una vicenda
In altra news abbiamo riportato il comunicato unitario sulla vertenza Interteam. Qui di seguito, il riepilogo e il commento del segretario territoriale della FISTEL; Alessandro Milia, che ha vissuto la vicenda in prima battuta da sindacalista e da dipendente.


CRONOLOGIA
VERTENZA GEMINI / INTER TEAM


Inter Team società cooperativa e Gemini S.p.A. le due facce di un’unica medaglia: il Call Center cagliaritano che dal 1996 assiste i clienti di Tin.it per tutta l’Italia e che, dal 2002 combatte per resistere a numerose crisi aziendali.
Il secondo più grande Call Center della Sardegna, con circa 500 lavoratori, vanta un know-how di conoscenze e competenze in materia di comunicazione e Customer Care costruito con il lavoro di questi 10 anni di servizio per l’unico cliente che con estrema professionalità ha sempre assistito nella gestione dei rapporti con la clientela: Telecom Italia/Tin.it, appunto.

Purtroppo logiche di mercato e strettamente economiche, anche nel XXI secolo, non danno valore ai rapporti di fedeltà consolidati negli anni né tanto meno alla qualità del servizio svolto e così, nel maggio 2005 il gruppo cagliaritano composto da una cooperativa di forza lavoro di 554 dipendenti, la Inter Team, e una S.p.A. di controllo, la Gemini S.p.A., per effetto di scelte strategiche e di mercato di Telecom assiste, in prima battuta, alla fusione della sua committente Tin.it all’interno di Telecom Italia, e successivamente alla nascita di Alice e del conseguente portale di servizi Rosso Alice, generando in questo modo una progressiva, e indirizzata, diminuzione degli abbonamenti, e quindi dei lavori di assistenza, su TIN.IT : è l’inizio della CRISI AZIENDALE di Gemini S.p.A. / Inter Team Scarl.

Varie e variegate le prospettive di rilancio dichiarate dai dirigenti di Telecom Italia, che avrebbero dovuto condurre alla fine del 2005 alla sostituzione delle commesse di Tin.it con quelle di Alice (187.5) ma tutto questo rimane lettera morta e nel gennaio 2006 la Gemini S.p.A. dichiara l’inizio di una crisi aziendale che mira alla riorganizzazione del personale mediante l’apertura della Mobilità per i 52 dipendenti della società.
Immediata la mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati della Gemini S.p.A. che insieme agli allora 460 lavoratori di Inter Team e a sindacati di categoria SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL, preoccupati per le dichiarazioni aziendali circa la riorganizzazione di Gemini in prima battuta e successivamente della stessa Inter Team, indicono 2 giornate di sciopero e la sensibilizzazione delle istituzioni pubbliche per un adeguato intervento sulla vertenza che minava il futuro di più di 500 lavoratori, tra Inter Team e Gemini.

Pronta la risposta dell’Assessorato al lavoro che con l’Assessore Maddalena Salerno arrivò a bloccare la procedura di mobilità per la Gemini S.p.A. e a garantire l’erogazione di una commessa di supporto per il rilancio del gruppo Gemini/Inter Team tramite la gestione del servizio relativo al digitale terrestre: è il 26 gennaio 2006.

A seguito della mobilitazione la stessa Telecom Italia prospetta possibili interventi sulle modalità d’erogazione delle commesse appaltate da Gemini S.p.A., e lo stesso imprenditore del gruppo Mauro Morello dichiara di non volersi fermare a quanto allora ottenuto per cercare altri lavori utili al rilancio della società.

Si arriva però ad Aprile 2006, che assiste all’assenza di modifiche economicamente valide alle commesse erogate da Telecom Italia, dalla mancata erogazione del digitale terrestre prospettato dall’Assessorato al Lavoro e da nessun nuovo lavoro dichiarato dall’imprenditore: è la II fase di una CRISI AZIENDALE apertasi nel maggio 2005.

L’imprenditore bacchetta istituzioni, committenza e apertamente dichiara di voler sciogliere la cooperativa Inter Team, che nel frattempo vanta 450 dipendenti, assorbendo all’interno della Gemini S.p.A. solo una parte dei lavoratori, secondo il seguente piano imprenditoriale:

· 300/350 assunzioni con contratto di lavoro a T.I./ Inserimento / Apprendistato in Part-Time a 25 ore settimanali;
· la restante parte, 100 lavoratori, con contratti di lavoro atipici.

Il futuro di 450 lavoratori, fortemente messo in discussione da fredde e spietate politiche economico-amministrative, spingono SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL a rigettare quanto dichiarato dall’imprenditore, arrivando a concertare l’assunzione con contratti di lavoro a tempo indeterminato di tutti i 450 dipendenti ma, purtroppo il valore economico delle commesse è tale da non permettere di condurre la contrattazione oltre un monte ore lavorativo per dipendente di 25 ore la settimana.

560 euro per costruire il futuro dei 450 dipendenti della Inter Team Scarl, che materialmente altro non possono fare che rappresentare la disperazione di 450 famiglie residenti a Cagliari, nella provincia e nel Sulcis e Medio Campidano: una realtà, dunque, economica e sociale della Sardegna.

Qualità del lavoro, fedeltà alla committenza, soddisfazione del cliente, elementi essenziali per valutare l’operato di un’azienda, e dei suoi dipendenti, ma che non scalfiscono le politiche economico commerciali del committente Telecom Italia, e così oltre all’apertura della crisi aziendale si assistenza al progressivo innesco di svalutazione del valore professionale di 450 lavoratori, che per anni lottano costantemente per dichiarare a gran voce la qualità del lavoro che con estrema professionalità svolgono per tutta Italia da circa 10 anni.

Da qui, la mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati di categoria SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL, supportati anche da movimenti dei lavoratori di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, e tutte le forza politiche democratiche regionali e nazionali che insieme attivano un processo d’informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su quanto stà accadendo all’interno del call center cagliaritano Gemini S.p.A./ Inter Team.

La voce dei lavoratori arriva anche in Regione Sardegna al cospetto del Presidente Giacomo Spissu che oltre a manifestare piena comprensione e collaborazione per la ricerca di una positiva risoluzione della vertenza, inviata lavoratori e sindacati di categoria a ricercare nell’immediato una soluzione che possa permettere di garantire un’iniziale modalità di passaggio dei dipendenti della cooperativa all’interno di Gemini S.p.A., per permettere successivamente un possibile intervento e monitoraggio della vertenza da parte della Regione Sardegna, orientato al rilancio del call center cagliaritano.

Al presidente Spissu fa eco anche lo stesso Assessore al Lavoro Maddalena Salerno, dichiarando di voler sensibilizzare la stessa Telecom Italia affinché valorizzi le professionalità presenti nell’unità operativa di Cagliari e attivarsi quale struttura pubblica attiva nel supporto di ogni attività di rilancio del call center cagliaritano.

La situazione sembra precipitare, però, quando nell’Assemblea dei soci della cooperativa alcune esternazioni dell’imprenditore non convincono i 450 soci-lavoratori che quasi all’unanimità respingano l’ipotesi di sciogliere volontariamente la cooperativa.
La cooperativa così non si “scioglie” ma l’imprenditore fa intendere di voler gestire la commessa, in capo a Gemini S.p.A., in maniera diversa da quanto fatto finora e quindi non più di concerto con la cooperativa Inter Team: la cooperativa, di fatto, non più futuro.
Lo scenario è apocalittico: la cooperativa non è sciolta ma formalmente destinata a morire se priva di lavoro, e con essa anche tutti i 450 dipendenti soci e lavoratori di una cooperativa di lavoro che risulterebbe essere priva di commesse e quindi, di LAVORO.

Tutto il mese di maggio, quindi, risulta essere caratterizzato da un incessante clima di sensibilizzazione delle istituzione, dell’opinione pubblica e della stessa committente Telecom Italia, anche attraverso confronti sindacali a tutti i livelli, regionali e nazionali.
E solo dopo numerosi incontri tra azienda e sindacati di categoria si è arrivati alla definizione di un possibile piano di gestione delle assunzioni di tutti, nel frattempo diminuiti, 438 dipendenti della cooperativa Inter Team all’interno della Gemini S.p.A., secondo un percorso di assunzioni, con contratti a tempo indeterminato, che inizialmente sarebbe così distribuito:

· 40 contratti P.T. a 36 ore settimanali;
· 25 contratti P.T. a 24 ore settimanali (già individuati su base volontaria);
· la restante parte (circa 375) contratti P.T. a 28 ore settimanali.

Assunzioni che risultano far parte di un piano di rilancio che individua tra gli obiettivi di Gemini S.p.A. il recupero della necessaria competitività della struttura nel mercato economico-finanziario dei call center e, l’incremento orario, per ciascun dipendente, del monte ore lavorativo settimanale a 36 ore.

L’Accordo tra azienda e organizzazioni sindacali, presentato e votato dai lavoratori in sede d’assemblea, ha il preciso intento di ridurre, per quanto possibile nella situazione contingente, l’impatto sul salario dei lavoratori della prevista riorganizzazione del lavoro.
A tal proposito allo stipendio si sono cercati di trovare ulteriori ammortizzatori economici capaci di poter supportare la, comunque presente, riduzione oraria cercando di utilizzare istituti contrattuali che permettesse un adeguato rilancio aziendale e di concerto, il conseguente incremento del salario dei lavoratori.
Individuando così tra gli istituti presenti nell’accordo:

a) un Buono Pasto di 2,80 euro per ogni effettiva giornata di presenza in servizio (per turni superiori alle 4 ore), che mensilmente arriva ad assumere una consistenza di circa 65 euro da aggiungersi in busta paga: pari a circa 2 ore in più sul monte ore settimanale previsto in assunzione;

b) l’introduzione di un “sistema incentivante” che mira al raggiungimento degli standard richiesti dalla committenza tramutando le migliori performance aziendali in valore monetario da distribuirsi tra i lavoratori provenienti da Inter Team e, da individuarsi nei fissati incontri di luglio c.a. tra azienda e sindacali;

L’accordo, inoltre, prevede anche un primo traguardo da raggiungere entro il 1° ottobre c.a. che prevede la distribuzione del lavoro attualmente gestito da collaboratori a termine ai 438 dipendenti, nell’intento di incrementare il monte ore lavorativo dei 375 dipendi in P.T. a 28 ore ad un monte ore lavorativo di 30 ore la settimana.

A corredo di quanto previsto in materia di retribuzioni si affianca anche l’istituzione di una “commissione orario di lavoro”, composta da due rappresentanti dell'azienda e da tre rappresentanti dei lavoratori, che stilerà le modalità di redazione della turnistica lavorativa in considerazione anche delle problematiche inerenti i pendolari presenti all’interno dell’azienda mediante l’utilizzo di P.T. di tipo misto (cioè sia orizzontale che verticale); e inoltre, esaminerà con frequenza almeno mensile le problematiche emergenti dai rotativi così strutturati.

SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL nel suddetto accordo hanno inteso dare voce e corpo a quanto espresso a gran voce dai lavoratori, che nell’intento di salvaguardare il loro posto di lavoro intendono individuare nel proprio lavoro l’adeguato riconoscimento professionale delle mansioni giornalmente svolte e nel contempo poter individuare nel proprio lavoro il sostentamento per la realizzazione del proprio futuro.

Risulta evidente che, il percorso così individuato non può intendersi come una vittoria né come passo risolutivo di una vertenza che seriamente mette a dura prova il futuro di 438 famiglie sarde, ma bensì rappresenta, e questo è lo spirito dell’accordo siglato, il trampolino di rilancio della struttura aziendale e del, conseguente, salario dei lavoratori che oggi si accingono, ancora una volta, a sobbarcarsi l’onere di salvaguardare il proprio posto di lavoro non solo in termini di diligenza operativa ma anche economica.

Da quì, quindi, l’invito al presidente della Regione Sardegna Giacomo Spissu e all’Assessore Maddalena Salerno affinché quanto dichiarato dalle Istituzioni sarde circa il rilancio del call center cagliaritano si tramuti presto in strumenti tangibili di consolidamento della Gemini S.p.A. da riscontrarsi in una crescita salariale per i 438 dipendenti provenienti dalla cooperativa Inter Team; nonché alla stessa committente Telecom Italia, affinché rafforzi il rapporto fiduciario ormai da anni tracciato con la Gemini S.p.A. utilizzando a pieno le competenze e le professionalità presenti all’interno dell’unità operativa di Cagliari: professionalità più volte riconosciute dalla stessa Telecom ma che oggi più che mai richiedono una valorizzazione (anche economica), tale da tramutarsi nella possibilità per le 438 famiglie sarde, dei dipendenti provenienti dalla Inter Team Scarl, di costruirsi un futuro sostenibile.

Cagliari, 18 giugno 2006. Alessandro Milia
Segretario FISTel – CISL
per la Provincia di Cagliari