26/03/2011
Cedolare secca sugli affitti: critiche dal SICET.
COMUNICATO STAMPA
SICET/CISL NAZIONALE


Affitti/Cedolare secca in vigore dal prossimo 7 aprile.
SICET: farraginosa, aumenterà i canoni
e solo per i proprietari con redditi alti.


Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale, è sui blocchi di partenza, in vigore dal prossimo 7 aprile, la cedolare secca sui redditi da locazione.
Due aliquote: 21% per le locazioni libere e 19% per quelle concordate, questo in alternativa all’attuale sistema di tassazione progressiva. “Una norma all’apparenza semplice” il giudizio di Guido Piran, Segretario Generale del SICET, il sindacato inquilini della CISL, “ma farraginosa all’applicazione, con tantissimi lati oscuri, sia per gli inquilini che per i proprietari. Su questo attendiamo la circolare dell’Agenzia delle Entrate. Quello che invece è certo” continua Piran “sono gli aumenti degli affitti che deriveranno dal nuovo sistema fiscale, introdotto, con la forte penalizzazione dei contratti concordati che contribuivano a calmierare il mercato delle locazioni. Conseguentemente” spiega il segretario del SICET “con la cedolare secca avremo uno spostamento di tantissimi contratti a canone contenuto e frutto della contrattazione territoriale verso quelli liberi con aumenti molto pesanti. La cedolare secca poi” per Piran “porterà le maggiori riduzioni delle imposte ai proprietari con redditi elevati che potranno, per l’ultimo scaglione irpef, dimezzare le tasse sulla locazione. Un risultato assurdo e non condivisibile” per il segretario del SICET “soprattutto in questa fase di crisi economica dove sarebbe necessario rilanciare i consumi diminuendo la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e i pensionati si tagliano le tasse solo ai redditi più alti. Una modifica tributaria a vantaggio di pochi che costerà però a tutti i contribuenti 1,5 miliardi di euro di gettito”.




Roma, 24 marzo 2011